Orologi solari di Firenze. Il passare delle ore e il solstizio d’estate.

L’ora prima (alba), la terza ( 9.00), la sesta (12.00) la nona (15.00) e la dodicesima ( tramonto solare).

 

Fin dai tempi del l’inizio del Cristianesimo era tradizione orientare i luoghi di culto, i templi, le chiese, verso la direzione Est, “Versus Solem Orientem”, si diceva,  in modo che l’officiante e i fedeli pregassero rivolti verso il sorgere del sole. Storicamente sappiamo che non sono mancati i periodi durante i quali ci sono state le inversioni di direzione, ma le poche chiese che l’attuarono sono pervenute fino ai giorni nostri, le più importanti sono la Basilica di San Pietro e San Giovanni in Laterano.

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Nel medioevo la costruzione delle chiese si fece fortemente “simbolica”, l’aurora veniva interpretata come rivelazione del Sole della Giustizia, annunciatrice del Paradiso Terrestre che veniva collocato ad Oriente, gli equinozi e i solstizi erano i regolatori del tempo terrestre e del l’insieme del ciclo universale. Matematici, architetti e astronomi si sono susseguiti nei secoli dovendo affrontare grandi battaglie tra scienza e religione, tra ciò che poteva essere rivelato e ciò che era perseguito come eresia e punito con la morte, motivo per il quale molte “conoscenze” venivano celate sotto i veli del simbolismo.

Ancora oggi in tutte le città possiamo ammirare gli antichi strumenti astronomici, le meridiane. orologi solari che avevano non solo una  precicsa funzione. Una delle più antiche a Firenze si trovava nel Battistero, un foro praticato nella cupola illuminava lo zodiaco del pavimento al solstizio d’estate del 21 giugno, nel XIII secolo, la cupola fu chiusa e lo zodiaco spostato verso la Porta Est o Porta del Paradiso.

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Nella seconda metà del 1400, una meridiana fu collocata dentro al Duomo di Santa Maria Del Fiore dal matematico Toscanelli,  in modo che al solstizio d’estate il pavimento della Cappella della Croce fosse illuminato (questa meridiana ancora oggi è la più alta del mondo). Sulla facciata di Santa Maria Novella possiamo vedere ben due strumenti costruiti dal cosmografo di Cosimo I dei Medici, il domenicano Ignazio Danti. Sulla  sinistra della facciata, si trova la sfera armillare in bronzo che rappresenta il movimento delle stelle intorno al sole per determinare solstizi ed equinozi,  sulla destra si trova uno gnomone, l’ago della meridiana al centro di un quadrante solare, tramite la quale ombra si calcola l’ora.

orologi solari: i meno sconosciuti

In piazza della Signoria a metà dell’otteocento fu posto sulla facciata di Palazzo dei Guidacci, un quadrante solare verticale, con la particolarità di marcare il mezzogiorno per tutti i dodici mesi dell’anno, il famoso “ mezzodì” durante il quale il sole raggiunge la massima altezza, con la curiosità che a Firenze avviene una decina di minuti dopo le canoniche ore dodici ( le 13 se è in corso l’ora legale).

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Un’ultima perla astronomica preziosa  e poco conosciuta, la possiamo trovare sul tetto di una delle botteghe del Ponte Vecchio, precisamente in quella che si affaccia sul busto del Cellini. La meridiana del 1200, una colonna in marmo bianco, fu eretta per indicare le ore “canoniche”, cioè quelle delle preghiere : l’ora prima (alba), la terza ( 9.00), la sesta (12.00) la nona (15.00) e la dodicesima ( tramonto solare). Una lapide usurata dal tempo, in lingua volgare si trova alla base della meridiana, a ricordo della catastrofica alluvione del 1333. In tempi moderni, precisamente nel 2008, si sono incrementate le meridiane cittadine con il monolite in Piazza dei Giudici davanti al Museo Galileo, esso indica sia il solstizio d’estate verso il parapetto dell’Arno, che il solstizio invernale verso l’ingresso del museo.

Elena Tempestini