Articolo di Enrico Zoi per la rubrica “A tavola con…” – È Kassandra Voyagis, figlia di Nadia Cassini e dell’attore greco Yorgo Voyagis, a raccontarci la madre a poco più di un anno dalla scomparsa, avvenuta a Reggio Calabria il 18 marzo del 2025.

Nadia Cassini icona del cinema italiano

Nadia Cassini, attrice e showgirl statunitense, nata in un luogo mitico quale Woodstock, è una delle icone del cinema italiano degli anni ’70 e ’80, protagonista di film cult quale l’avventuroso e citatissimo Il dio serpente, diretto da Piero Vivarelli nel 1970, ma la ritroviamo anche, al fianco di Michael Caine, in Colpiscono senza pietà (1972), di Mike Hodges.

Presente pure in pellicole di fantascienza, quale un altro cult, Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978), di Luigi Cozzi. La Cassini, negli anni ’80, lavora molto in televisione, in trasmissioni, fra le altre, come Premiatissima (Canale 5, 1983), Drive In (Italia 1, 1984) e Risatissima (Canale 5, 1985). È anche cantante: il suo esordio discografico è il 45 giri Giorno per giorno, del 1977.

Kassandra Voyagis

Pure Kassandra Voyagis, assai gentile e simpaticissima, vive a Los Angeles. Ha lavorato come attrice, ma anche come organizzatrice culturale, soprattutto nel mondo dell’arte (https://www.fineartshows.com/). Verso la mamma, nutre un amore profondo e appassionato e si è resa immediatamente disponibile alle nostre domande.

Mamma non cucinava molto – esordisce -. Non era il suo forte. Quando ero piccola, però, ci provava! Diceva: ‘devi mangiare le verdure!’. A volte mi faceva un miscuglio di zuppa, lenticchie, verdure, di tutto di più. Dovevo prendere le mie vitamine, certo, ma non era un piatto molto buono! Tuttavia, ci provava. A lei piacevano pietanze abbastanza semplici, come, ad esempio, il pesce condito solo con olio e limone.

Non amava i piatti molto elaborati. Tra le ricette italiane preferiva tagliatelle al burro, cacio e pepe, magari con il tartufo, o alla bolognese, poi, avendo vissuto anche un po’ a Milano, il risotto alla milanese, ma cose così. Pure la mozzarella di bufala. E poi non facevamo mai i cenoni di Natale o i pranzi pasquali, perché quasi sempre, durante le feste, specie a Natale, mamma lavorava in televisione. E comunque eravamo spesso in giro”.

nadia cassini

La copertina del primo 45 giri di Nadia Cassini, Giorno per giorno

Il rapporto con il cibo di un’artista

Quindi niente tavolate tradizionali?

“No, ma poi, sai, mio padre [l’attore Yorgo Voyagis] è greco, negli ultimi anni mamma viveva a Reggio Calabria con il suo nuovo marito Giuseppe Furfaro, al quale piaceva cucinare, ma lei era più per una mozzarellina con un po’ di prosciutto, e lui invece preferiva piatti più complicati, anche molto piccanti e con vari sughi. Certo, quando li andavo a trovare, lui era contentissimo perché io assaggiavo ogni ricetta! A me piace un po’ di tutto. Però, per i compleanni, specialmente i miei, faceva di tutto! A me piacciono da sempre i dolci e c’erano certi cakes che non finivano mai”.

Ecco, qual era il suo rapporto con i dolci?

“Non buono. A mamma piaceva il salato. Io, all’opposto, appunto, adoravo i dolci! Era perfetto: lei prendeva prosciutti, salami, insomma tutte le cose salate, e io aspettavo il dessert, per accaparrarmi i dolci”.

Viaggiando, sia per lavoro, sia per turismo, assaggiava le varie cucine dei luoghi dove si trovava o, con una battuta, si portava il mangiare da casa?

“No, non si portava il cibo da casa, però non assaggiava tutto. Sapeva ciò che le piaceva. Quando era in Grecia con mio padre, apprezzava molto la cucina locale e anche quella italiana, che hanno parecchio in comune, anche se la prima è un po’ più semplice. Quando andava in luoghi diciamo maggiormente esotici, tipo il Marocco o comunque l’Africa, diceva anche a me, crescendo, di stare molto attenta e di scegliere cose semplici semplici. Insomma, di non provare proprio tutto. Diciamo che era prudente. Prudente anche perché, per lei, mangiare non era la cosa più importante della giornata. Ai pasti preferiva la compagnia e la conversazione, piuttosto che il cibo in sé”.

Nadia Cassini nella ‘sua’ Calabria (1)

Al ristorante come andava?

“La foto in cui ci vedi insieme al ristorante è quella della nostra ultima cena insieme, nell’estate del 2024. Il ristorante è L’A Gourmet L’Accademia di Reggio Calabria e mamma lo frequentava perché molto carino, assai chic e con una grande vista panoramica, e poi lo chef Filippo Cogliandro le preparava le cose che le piacevano al di là di cosa indicasse il menu. Le cucinava, ad esempio, un pesce bello semplice con delle patate bollite”.

Hai detto che le piaceva la cucina greca: qualcosa in particolare?

“Più di tutto l’insalata greca, ma anche lo yogurt greco con il miele. Il miele, in realtà, è una cosa dolce, però quello lo gradiva”.

La mamma era nata e vissuta negli Stati Uniti e aveva origini in parte tedesche…

“Sì, mio nonno era tedesco americano e mia nonna italiana americana. Un paio di anni fa, ci ritrovammo tutti insieme a Woodstock per il classico Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, con canonico tacchino arrosto farcito, salsa gravy, purè di patate, salsa di mirtilli rossi e verdure di stagione. Quando eravamo o andavamo in America con tutta la famiglia, quelle cose le mangiavamo. Anche lei. Però non erano piatti che si facessero a casa”.

I suoi gusti alimentari semplici non erano quindi dovuti solo alle esigenze di un lavoro per il quale aveva bisogno di una linea invidiabile, ma facevano parte della sua indole.

“Era il suo modo, fino da quando io posso ricordare da piccola piccola. A volte, quando si andava nei ristoranti, i cuochi si chiedevano: ‘Arriva Nadia Cassini, cose le dovremo preparare?’. Le proponevano tante pietanze e mamma, dopo avere ascoltato, rispondeva: ‘Un po’ di pesce olio e limone si può avere?’. La cosa più semplice.

Nadia Cassini, l'ultima cena insieme alla figlia Kassandra

Nadia Cassini, l’ultima cena insieme alla figlia Kassandra

Anche con la pasta era così. Ricordo anche che mi raccontava, per esempio, di un pranzo con Michael Caine sul set di Pulp [titolo originale del già citato Colpiscono senza pietà]. Me la descrisse come un’esperienza bellissima, sia il set, sia il pranzo, aggiungendo che Caine era molto simpatico. E poi, essendo stata sposata con il conte statunitense di origini italiane e russe Igor Cassini Loiewski, avendo frequentato, da contessa, luoghi come Saint Moritz, tutti si aspettavano che fosse molto snob, invece non era proprio così: né nella vita, né nel mangiare. Cercava la semplicità”.

Nadia Cassini a pranzo con Michael Caine

Nadia Cassini a pranzo con Michael Caine

E tu cos’hai preso da lei, sempre per il cibo?

“Ho preso le sue scelte nella pasta, nei primi, tipo cacio e pepe. Poi, quel piatto vegetale così così che mi cucinava da bambina, ho trovato il modo di farlo anch’io in maniera più semplice. Ora mi piace! Tutte cose che mi mancano di lei. Era molto diversa dalla sua immagine esterna”.

Enrico Zoi