Ospedale San Luigi di Orbassano: nasce “Rivìtere”, la vite che cura e ridona speranza

Ci sono gesti antica e profondamente umani che hanno il potere di restituirci il senso della vita: affondare le mani nella terra, seguire il ritmo lento delle stagioni, accarezzare un tralcio che cresce. In un’epoca in cui la medicina cerca felicemente nuove strade di umanizzazione, il paesaggio non è più solo una cornice piacevole, ma diventa esso stesso parte integrante della terapia.

Succede a Orbassano, all’interno del parco dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga, dove è stata appena inaugurata “Rivìtere”. Non un semplice polmone verde, ma la prima vigna terapeutica integrata all’interno di un ospedale pubblico italiano. Uno spazio accessibile, protetto e ad alta tecnologia, pensato per accompagnare la riabilitazione di pazienti con disabilità neurologiche, malattie oncologiche e patologie croniche.

la vigna – foto fornita dall’ufficio stampa Francesca Corsini

Tra terra e benessere: la natura in corsia

Il progetto, ideato e firmato dalla startup innovativa Citiculture (già nota per la promozione della viticoltura come strumento di rigenerazione urbana e sociale) e realizzato in sinergia con l’Associazione San Luigi Gonzaga Onlus, trasforma il concetto di cura. Qui la rigida scansione dei reparti lascia il posto al profumo della vegetazione.

Su una superficie di circa 900 metri quadrati dimorano 390 barbatelle di varietà Piwi (nello specifico Sauvignon Rytos e Cabernet Volos, vitigni naturalmente resistenti alle malattie fungine, forniti dai Vivai Rauscedo). L’area si articola in sei zone di vigna hi-tech e un’area sensoriale ricca di specie aromatiche. Qui, il movimento, l’equilibrio, la coordinazione manuale e la memoria sensoriale vengono stimolati attraverso azioni concrete: la potatura, il contatto con le foglie, il camminare tra i filari.

Attività semplici, ma dal valore inestimabile, che permettono ai pazienti di sperimentare gesti di vita reale in un contesto protetto, migliorando l’autonomia e riducendo l’isolamento emotivo tipico della malattia.

Foto da drone- Immagine fornita da Ufficio stampa Stefano Bosco

L’innovazione che mette al centro la persona

A sostenere questa virtuosa cordata sono stati partner d’eccellenza come Reale Foundation, Fondazione CRT, Consulta di Torino e Clems Sinistri. Un’iniziativa accolta con grande entusiasmo anche dalle istituzioni, rappresentate all’inaugurazione dal vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone. Un coro unanime, quello della giunta regionale – espresso anche dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi – nel sottolineare come innovare in sanità significhi soprattutto mettere al centro la dignità, l’identità e la qualità della vita della persona.

«L’ospedale non coincide soltanto con i reparti, gli ambulatori e le palestre riabilitative», rimarca con orgoglio Davide Minniti, Direttore Generale del San Luigi Gonzaga. Con “Rivìtere”, la struttura piemontese dota il proprio parco di una nuova “infrastruttura di cura” a costo zero per la sanità pubblica, proseguendo la strada già tracciata con l’inaugurazione del Giardino Riabilitativo del maggio 2026.

taglio del nastro

Sostenibilità e tecnologia: la vigna del futuro

Ma “Rivìtere” guarda avanti anche sul fronte della ricerca scientifica. Grazie alla collaborazione con la startup PlantZCare, la vigna è dotata di sistemi di monitoraggio IoT e sensoristica digitale avanzata. Questo consentirà alla comunità medica di raccogliere dati precisi per misurare scientificamente l’impatto e i benefici neuro-funzionali e psicologici della terapia svolta in ambiente naturale.

Come sintetizzato con efficacia da Luca Balbiano, Founder e CEO di Citiculture, la vite è da sempre simbolo di resilienza e rinascita. Portare il calore e la forza del vigneto in un Luogo di cura significa restituire alle persone fragili, ai loro familiari e agli stessi operatori sanitari un tempo di relazione più umano, autentico e ricco di speranza.

I numeri del progetto:

  • 900 m² di vigneto terapeutico e sensoriale

  • 390 barbatelle PIWI a ridotto impatto ambientale

  • Sensori IoT per il monitoraggio della salute delle piante e del microclima

  • Dashboard digitale per la misurazione degli impatti riabilitativi

 

R.C.

Le foto sono fornite dall’ufficio stampa Francesca Corsini