L’autunno, in vigna, ha il sapore morbido delle cose fatte per bene. Tra i filari che s’incendiano di rame e d’oro, la terra sembra tirare un sospiro di sollievo, consegnandoci la sua parte più preziosa dopo mesi di fatica, sudore e attese. E chi ama davvero il racconto del territorio sa bene che non c’è modo più autentico di celebrare questo rito se non ritrovandosi insieme, bicchiere alla mano, là dove tutto ha inizio.

Succede a Vittoria, nel cuore pulsante della campagna iblea. Sabato 10 ottobre, a partire dalle 20:30, la storica Vigna di Pettineo, una delle contrade d’elezione del Cerasuolo di Vittoria DOCG,  spalanca i propri cancelli per la sua Festa di fine vendemmia.

Il Cerasuolo nel ricordo

Il cerasuolo fa parte dei miei ricordi di giornalista enogastronomica, fa parte di quel potere tutto siciliano che hanno le persone come il vino e il cibo siciliano. Quindi, il mio è un invito a prender e partire, così su due piedi per gustarsi la Sicilia e fare un viaggio nei sapori veraci della terra iblea per degustare uno dei suoi vini più versatili.

Un appuntamento pensato non per fare “evento”, ma per tornare a respirare il senso profondo della festa di un tempo: l’aria densa di mosto e di brace, il crepitio del fuoco che riscalda la notte, il tintinnio dei calici e quel desiderio primordiale di condividere.

Il ritmo antico della festa in vigna

Un tempo la fine della vendemmia non era una semplice nota a margine sul calendario agricolo, ma un momento di identità e comunità. Si accendeva il fuoco tra i filari, si arrostiva la salsiccia, si tagliava il pane fragrante e si spillava il vino nuovo. Tra le risate dei bambini che correvano liberi e le note di una chitarra, la fatica si trasformava in gratitudine.

Un invito a rallentare

È un invito aperto a tutti: alle famiglie con bambini, ai gruppi di amici stanchi dei soliti locali affollati, fino ai semplici curiosi che desiderano riscoprire cos’è la convivilità autentica. A Pettineo la vendemmia non si chiude con l’ultimo grappolo reciso; si trasforma in racconto, in memoria e in un brindisi corale rivolto al futuro.

A Pettineo questa memoria non si è perduta. Ritorna, anzi, viva e festosa, per ricordarci che la terra non è solo produzione, ma è cultura, è radice.

Un viaggio nei sapori veraci della terra iblea

Il percorso del gusto ideato per la serata è una dichiarazione d’amore alla gastronomia tradizionale del territorio:

Pane e salsiccia alla griglia: preparati ad arte sulla brace dalla Coop. Quoco, con quel profumo inconfondibile di carne che sfrigola al punto giusto.

Ricotta calda sul momento: la maestria di Rosario Petriglieri, stimato mastro casaro, trasformerà il latte fresco in una nuvola bianca e fumante sotto gli occhi degli ospiti.

Mostata d’uva: il dolce simbolo dell’autunno siciliano, che profuma di cannella, mandorle e ricordi d’infanzia.

I calici di Vigna di Pettineo: ad accompagnare ogni boccone ci saranno i vini dell’azienda, espressione pura del Cerasuolo di Vittoria e del terroir vittoriese.

La colonna sonora della serata sarà affidata alle note dal vivo dei Duettilascio?, pronti a spaziare dal repertorio popolare ai ritmi più contemporanei sotto il cielo stellato.

Roberta Capanni

( le immagini di questo articolo sono state fornite dall’ufficio stampa Gianna Bozzali | Giornalista OdG Sicilia tessera n.100958)