Come si “sdogana” un’area vitivinicola

Come si “sdogana” un’area vitivinicola? Cioè portarla fuori dalla nicchia, farla riconoscere e accettare da un pubblico più ampio (che siano appassionati, buyer o ristoratori). In altre parole, creare fiducia e desiderio intorno a etichette ancora poco conosciute?

Noi di Gustarviaggiando.com, che di novità ne abbiamo incontrate tante, ce lo siamo domandato seriamente. Perché, a parità di qualità, alcuni ci riescono e altri no? Una questione di “mode” e di gusti?

L’unione fa la forza e questo ce lo dimostrano le tante realtà che hanno deciso di collaborare come i produttori della Rimini DOC (trovate spiegazione in fondo a questo articolo) o la piccola realtà umbra composta da 5 cantine che si sono riunite sotto “Cantine etiche”.

 

Al vino serve impegno

Abbiamo conosciuto tanti produttori dal lontano 2014, anno di fondazione di questa rivista, tante piccole aziende che avevano e hanno grandi potenzialità. Alcune le abbiamo viste crescere altre si sono “avvolte su se stesse” rimanendo poco più che “cantine ad uso familiare”.

Capacità imprenditoriale, voglia di investire e credere nel progetto.

Cosa serve a un piccolo produttore? Apertura di vedute, voglia di collaborare e, chiaramente, serve una storia forte e riconoscibile che accompagni un messaggio distintivo che si faccia ricordare con facilità. Il design dell’etichetta, per esempio, è un potente “gancio visivo”: deve essere coerente con il messaggio e non sempre, il figlio piccolo o il nipote grafico sono all’altezza.

Le basi possono essere queste. Va poi creata una conoscenza attiva portando il prodotto sul territorio e oltre il territorio, con incontri, degustazioni, collaborazioni con enoteche, partecipazione a piccole fiere ed eventi per creare una piccola comunità di estimatori del prodotto.

oznor

No al “fai da te”

Se si ha una cantina, anche piccola, allestirla al meglio (senza dare per scontato che amici e parenti siano bravi solo perché a voi piace come hanno arredato casa loro!) per accogliere mini corsi, abbinamenti con prodotti locali, anche coinvolgendo sommelier e scuole del settore. Se 50 persone autentiche, che hanno un seguito sui social, vale quanto spese a tre zeri in pubblicità.

Essere presenti sul mercato online, far girare la propria storia, fare attenzione a chi parla della zona e delle sue produzioni, ringraziando sempre giornalisti, blogger e influencer specialmente se non vi hanno chiesto un euro per scrivere il loro articolo o contributo.

Va da se che vanno curati i social, con microstorie, foto di vita in vigna e in cantina. Se non si ha tempo è bene affidarsi a chi sa come funzionano i social). Se il vino prodotto è una piccola nicchia la ricerca di wine-bar e ristoranti che valorizzano i vini (specificamente naturali e artigianali) deve essere minuziosa e attenta offrendo, a ristoratori e personale di sala degustazioni.

Anche iscriversi a concorsi minori e dotarsi di un ufficio stampa e PR è una delle cose da non dimenticare mai.

In sintesi: i 3 pilastri per sdoganare un vino o una zona vinicola a nostro avviso sono:
Identità unica e autentica → storytelling riconoscibile
Presenza esperienziale → eventi, persone, degustazioni
Strategia digitale costante → SEO + social + PR

Perché allora alcuni non riescono?

Perché trattano il prodotto vino (specialmente i più piccoli) come qualcosa di “molto personale” e credono, soprattutto questo, di non aver bisogno di aiuto temendo che possa togliere autenticità. A questo si aggiunge una gestione che non stabilisce budget per questo tipo di lavoro, che “va dove porta il vento” e il portafoglio, che rinuncia (pensando che sia la cosa meno importante) alle spese inerenti uffici stampa, PR.

Di storie di “insuccessi” ve ne potremo raccontare tante ma vogliamo parlavi invece di un bell’esempio.

Premiato il lavoro dei produttori della Rimini DOC

Premiato il lavoro dei produttori della Rimini DOC si legge nel comunicato stampa arrivato in redazione. Rimini nominata migliore area vitivinicola dell’anno dalla Guida dell’Espresso 2026.

Foto produttori evento espresso

Foto produttori evento espresso

Il comunicato 

Nella splendida cornice del Teatro Arcimboldi di Milano sono state effettuate le nomination per la Guida dell’Espresso 2026. Tanti gli ospiti illustri presenti alla chermesse gastronomica, era presente tutto il mondo stellato della Gastronomia italiana.

Come di consueto la valutazione della componente wine era affidata alle sapienti cure di Luca Gardini, indiscutibile top player degli esperti vinicoli nazionali ma che si gioca alla pari la champions dei palati internazionali con i più quotati assaggiatori del pianeta.

È stato proprio lui a chiamare l’emozionato Sandro Santini ,rappresentante del gruppo di produttori Rimini DOC e Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini, per consegnargli il premio dove la zona di Rimini è riconosciuta come migliore area vitivinicola per l’edizione 2026 della Guida dell’Espresso.

Rimini e la sua enologia culmina un lavoro iniziato da 16 produttori visionari in pieno periodo covid , era il 7 aprile 2021, che hanno fatto gruppo per comunicare il territorio e non il singolo vino scegliendo la rebola, vino derivato dl vitigno grechetto gentile ma presente solo a Rimini, come veicolo iconico del territorio riminese.

Da quei tempi perigliosi fatti di chiusure e resilienza di strada ne è stata fatta, il vino riminese ha conquistato la presenza nelle carte della riviera dove paradossalmente era assente, si è imposto a livello nazionale affrontando con le sue aziende più intraprendenti i mari perigliosi dei mercati esteri.

Finalmente è stato ribaltato il detto nessuno è profeta in patria perché qualcuno lo è diventato “ ci dice Sandro Santini anima della Rimini DOC ” Con il progetto RiminiRebola e Rimini DOC abbiamo sdoganato il vino riminese facendo diventare il territorio dell’entroterra parte dell’offerta turistica della riviera riminese ed i nostri vini veri e propri souvenir liquidi.

Con il vino riminese ti porti a casa il sapore della tua vacanza e la voglia di ritornare sulla riviera. viaggiamo fiduciosi nel terzo millennio”.

I produttori che aderiscono al progetto hanno affrontato percorsi di confronto e di qualità che hanno portato ad un innalzamento generale degli standard vinicoli ed hanno creato una percezione positiva dei prodotti.

I numeri dei progetti RiminiRebola e Rimini DOC sono in crescita, + 28,62% le bottiglie Rimini DOC negli ultimi 2 anni, + 75,95% le bottiglie di rebola negli ultimi 2 anni.

I NUMERI DEL VINO

DATI 2024 Sole 24 Ore

Produzione per paesi

  • Italia ht 44.100.000
  • Francia ht 36.100.000
  • Spagna ht 31.000.000
  • USA ht 21.000.000
  • Produzione vino Langhe ht 600.000
  • Produzione vino Chianti classico ht 265.000
  • Rimini DOC ht 3.581

Il comunicato stampa è di Valentina Paolini, l’articolo di Roberta Capanni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIMINI DOC IN BOTTIGLIE dati CVR

 

2021 338.400

 

2022 366.800

 

2023 393.333 (+ 7,23%)

 

2024 477.467 (+ 21,39%)

 

 

 

RIMINI DOC REBOLA

 

2021 101.467

 

2022 133.867

 

2023 176,000 (+ 73,45%)

 

2024 180.400 (+ 2,50 %)

 

 

 

Totale bottiglie DOP Consorzio Vini di Romagna. 2023 10.357.823 2024 13.140.266

 

Totale bottiglie Rimini DOP. 2023 318.871 2024 477.466

 

Totale bottiglie Romagna Albana (bianco di rif) 2023 730.733 2024 918.000

 

Totale bottiglie Rebola . 2023 176,000 2024 180.400

 

Totale bottiglie Rimini DOC sangiovese 2024 144.400

 

Totale bottiglie Romagna DOC sangiovese 2024 8.953.206

 

Totale bottiglie Romagna DOC sangiovese prov. Rimini 2024 246.133